Rovereto, 6 - 8 maggio 2020

Mappa Mundi e Gea. Modelli, strumenti ed applicazioni per il governo dei territori

ANNULLATO PER EPIDEMIA DA COVID-19

I presupposti

L’aspetto teleologico della teoria e della prassi cartografica sta, recentemente, assurgendo a tema cruciale nel dibattito disciplinare, anche a livello internazionale, soprattutto per quanto riguarda il suo ruolo “pubblico” e quello “applicato”: il primo vede la cartografia come strumento finalizzato a coinvolgere e a rendere partecipi e consapevoli i cittadini, il secondo fa riferimento alla sua funzione conoscitivo-progettuale utile a dare risposte ai bisogni effettivi di Istituzioni, Enti e attori sociali. D’altro canto, non si può non riconoscere al meccanicismo un ruolo fondante nell’attuale organizzazione del territorio, raggiunta proprio grazie alla relazione tra mappa e “pubblico operare”, quando la cartografia dei nascenti Stati moderni, ma anche di quelli di origine recente e recentissima, divenne fondamentale nel conoscere, governare, gestire, difendere. Funzioni che non sono mai venute meno né, tuttora, possono essere ovviate. Senza però entrare nel dibattito tra teleologia e meccanicismo, pure di grande respiro culturale, l’AIC intende solo proporre e stimolare delle riflessioni sul ruolo operativo, pubblico e/o privato, che le rappresentazioni possono svolgere nella conoscenza delle nuove e dirimenti problematiche territoriali insorte recentemente per via di mutati (?) quadri naturali e ambientali, delle esigenze di salvaguardia delle identità locali, della sempre più pressante richiesta di condivisione delle scelte di governance.

Una nuova cartografia, forse non solo in senso lessicale, è quella che già si sta affacciando negli scenari globali, con le scontate intersezioni tra i grandi protagonisti della nuova tecnologia in tema di dati geografici e di economia digitale, di cui tutti, compresi coloro che mai rinunceranno al piacere di “tenere una carta in mano”, sono più o meno consapevoli. Anche allorquando si tratta di riferire le rappresentazioni al locale, ai territori di vita delle comunità, alle regioni e alle loro macro e micro suddivisioni, ovvero all’operare diretto e quotidiano per tutto ciò che una moderna gestione dello spazio geografico deve cogliere.

In questo nuovo Convegno, l’AIC, riprendendo uno dei temi più consoni alla sua essenza di creare, di provocare, di cercare e di coordinare idee e ruoli cartografici, non rinunciando al suo girovagare italiano che non esclude le piccole città come Rovereto, intende portare un contributo allo sviluppo della più generale discussione relativamente al rapporto tra la mappa e coloro che la guardano e la utilizzano. Discipline di intersezione come la cartografia possono, infatti, proporre inediti scenari di dialogo e offrire proposte e stimoli per una gestione sostenibile del territorio, avvalendosi anche di adeguata profondità diacronica, con un approccio di lunga durata a fonti integrate di oggetti complessi quali i palinsesti paesaggistici. Allo stesso tempo, l’idea di una geografia e di una cartografia per il pubblico e per le istituzioni richiede un’appropriata riflessione critica interna alla disciplina, che consenta di rendere accessibili i propri metodi e contenuti senza prescindere da una adeguata qualità analitica e scientifica. Ma anche per vedere se sarà possibile, in futuro, sull’onda di queste accelerate innovazioni, in considerazione dei nuovi modi di fare cartografia, della sua recente crescita esponenziale, pure se non sempre tecnica, e dei cartografi, capire e contribuire a una nuova forma di rappresentazione che non ne sminuisca né il ruolo né il destino.

Per esplorare questa nuova frontiera che sia apre per la cartografia, il Convegno del 2020, intrigante quanto lucido ispiratore di innovativi e qualificati apporti, come si evince dal titolo

Mappa Mundi e Gea. Modelli, strumenti ed applicazioni per il governo dei territori

si terrà proprio in un’area “di frontiera”, il Trentino-Alto Adige.

La natura ibrida di questo territorio, spartiacque tra Penisola e Mitteleuropa e posto a intersezione tra pianura e area alpina, è esplicitata dalla storia e dalla localizzazione stessa della città che ospiterà il Convegno, Rovereto, già dominio veneziano, austriaco, città “franca”, sede amministrativa asburgica e, infine, territorio dello Stato italiano. A dimostrazione della natura transitoria dei contesti spaziali, quella che ha rappresentato per secoli un’area marginale ed interstiziale si configura oggi, con l’istituzione del Centro Studi e Documentazione Geo-Cartografico di Rovereto, come uno dei più avanzati esperimenti di geografia e cartografia applicata d’Italia.

L’approccio e i contenuti scientifici

Il Convegno annuale AIC 2020 vuole costituire un’occasione per riflettere sulla natura e sulle potenzialità della cartografia come dispositivo polisemico di comunicazione territoriale imprescindibile, fondamentale e come scienza applicata, orientata inerentemente al dialogo con le istituzioni, le amministrazioni, gli attori privati e le altre discipline che, a vario titolo, si interessano di fenomeni spaziali, come la geografia, la storia, l’archeologia, le scienze naturali e forestali, l’agronomia, la sociologia, l’urbanistica, l’architettura, la pianificazione, l’economia, le scienze politiche, l’ingegneria ambientale, ecc.

Obiettivo dell’incontro sarà quello di ripensare la cartografia come disciplina aperta, volta alla condivisione di conoscenze e di problematizzazione della teleologia, ovvero al suo scopo di rappresentazione e di lettura delle trasformazioni del territorio finalizzando strategicamente il suo “ruolo” e le sue funzioni nelle rappresentazioni dello spazio. Non trascurando comunque gli assunti del meccanicismo da cui sono derivati stimoli progettuali resi tecnicamente operativi proprio grazie al ruolo di imprescindibile supporto tecnico svolto dalla cartografia, nelle sue diverse valenze.

La piena espressione del potenziale euristico che la carta contiene in nuce necessita di adeguati mezzi per dispiegarsi: stimoli di discussione saranno costituiti dalle potenzialità e dai limiti delle rappresentazioni cartografiche, ma anche – tenuto conto della cartografia come strumento di comunicazione e di operazione – dai metodi per favorire l’accessibilità delle informazioni agli attori che si occupano di gestione dei territori e dall’interoperabilità dei dati geo-cartografici.

Le esegesi di esperienze del passato si potranno così sommare ai più avanzati esempi di applicativi GIS, letti anche in chiave critica, e alla sempre più necessaria connessione con l’analisi dei big data e con la data science, nuove frontiere dell’analisi multidisciplinare dei dati.

La complessità geografica del mondo – come emerso anche dai lavori del Convegno di Noto appena concluso, esige la sperimentazione di nuove pratiche cartografiche, capaci di mettere efficacemente in luce letture e rappresentazioni, conoscenze e simulazioni, realtà materiali e geografie metafisiche, al cui interno tutti, semplici cittadini, attori locali, stakeholder, amministratori devono poter comprendere e gestire il loro rapportarsi allo spazio in una visione transcalare rivolta alla costruzione dell’interazione tra esigenze e opportunità, declinate nel tempo e nei luoghi.

Particolare attenzione sarà dedicata alla dimostrata utilità delle fonti geostoriche cartografiche come strumento euristico e prospettico per la gestione, valorizzazione e salvaguardia territoriale, così come alla necessità di un adeguato approccio critico per interpretare tali documenti in maniera corretta tale da evitare letture fuorvianti. I rischi ambientali, le crisi ecologiche, la dispersione del patrimonio culturale materiale e immateriale, la ridefinizione degli ambiti giurisdizionali, il governo del territorio si stanno configurando come alcune delle maggiori sfide “glocali” dei prossimi anni. La scienza cartografica può e deve affrontarle affinando i propri paradigmi metodologici ed euristici attraverso la discussione e la condivisione delle proprie esperienze, anche in chiave interdisciplinare.

I temi su cui confrontarsi

Seleziona il tema prescelto all’interno del quale è sviluppato il contributo, compila il form con i dati richiesti e invia.

  • Destinazione e riqualificazione delle aree a vocata specificità geografica (vuoti urbani, aree interne, periferie degradate, etc.)
  • Tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale e ambientale
  • Prevenzione del rischio ambientale, idro-geologico, culturale-sociale
  • Riattivazione di pratiche della tradizione per l’innovazione della valorizzazione di risorse e filiere produttive manifatturiere e agro-alimentari
  • Gestione degli assetti geo-amministrativi (confini, partizioni amministrative, etc.)
  • Raccolta e messa a sistema di istanze bottom-up e pratiche partecipative e didattiche
  • Valorizzazione locale e approcci smart e sostenibili
  • Cartografia, conoscenza, utilizzo, produzione: da quella storica a quella moderna e attuale, dai rilievi stimati alle opzioni satellitari

Sede del Convegno e Organizzazione

Il Convegno si terrà nella città di Rovereto presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, al Primo Piano di Palazzo del Ben, in Piazza Rosmini, 5.

L’organizzazione è curata dall’AIC con la collaborazione del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trento, della Città di Rovereto e della Provincia Autonoma di Trento.